La Corte di Cassazione, terza sezione civile, nell'ordinanza n. 11749/2018 ha stabilito che, qualora l'obbligo sia violato dal professionista sanitario (medico, psicologo, psichiatra, ecc...) si configura quale vera e propria violazione del diritto della persona, tutelato nei principi principi espressi dalla Costituzione.
 
Per la Cassazione la risarcibilità di tale perdita non necessita di una prova specifica.
 
Significa che il danno relativo alla violazione della libertà è automaticamente riconosciuto, senza alcuna esigenza di dimostrarlo.
 
Il professionista sanitario deve quindi, non solo proporre, spiegare e far firmare il documento del consenso informato, ma anche conservarlo, così da opporlo in caso di constestazione.
Anche gli Psicologi, come tutti i professionisti sanitari, hanno l'obbligo del consenso informato.
 
Il paziente/utente deve conoscere i termini del servizio e avere delle aspettative adeguate rispetto all'intervento richiesto.
 
Il momento dell'introduzione relativa al documento del consenso è importante . Il documento va presentato in maniera adeguata, sottolineando che non è una formalità noiosa, ma una tutela della sua libertà personale.
Essa è anche l'occasione nella quale si può spiegare il segreto professionale e le eventuali deroghe, per cui va organizzato con i tempi e le modalità corrette, nel rispetto dei diritti del paziente/utente.
 
 
Fonte: https://www.studiocataldi.it/articoli/30488-consenso-informato-violazione-autonomamente-risarcibile.asp

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