Psicologia Giuridica
Prima di addentrarci nei meandri del Codice Civile, familiarizziamo con questi concetti.
 

Interdizione Giuridiziale (Art.414 c.c.)

E' un provvedimento emesso dal Tribunale che sancisce l'incapacità di agire per qualsiasi atto giuridico. Viene, di norma, nominato un tutore.
Si richiede per i maggiorenni (o i minori emancipati) affetti da "abituale infermità di mente".
 
Non va confusa con l'interdizione legale, poichè quest'ultima non si riferisce all’esigenza di tutelare un soggetto incapace di provvedere ai propri interessi; si tratta infatti di una pena accessoria alla condanna per alcuni reato, con intento punitivo.
Inoltre, l'interdizione legale riguarda gli atti  riguardanti la disponibilità e l'amministrazione dei beni, ma, al contrario dell'interdetto giudiziale, può contrarre matrimonio, fare testamento e riconoscere un figlio.
 

Inabilitazione (Art. 415 c.c.)

E' simile all'interdizione ma con una infermità di mente meno grave e/o limitata ad una condizione di incapacità temporanea. Detta condizione riguarda i soggetti con dipendenze da sostanze (alcol, droga), che sono sotto l'effetto temporaneo di psicofarmaci, oppure i soggetti affetti da cecità o sordità che non sono in gradi di provvedere a sufficenza a loro stessi ma che non neanche totalmente incapaci.
 

Incapacità di intendere e di volere (artt. 88 e 89 c.p e art. 428 c.c.)

Si tratta di due distite (in)capacità; la prima fa riferimento alla comprensione dell'azione che si sta per compiere. Non è legata esclusivamente all’intelligenza, ma alla globalità delle risorse intellettive, logiche, mnemoniche, relazionali, percettive dell’individuo. 
 
La seconda è relativa alla capacità di autodeterminarsi, di poter governare autonomamente la scelta se compiere o no quell'azione e alle conseguenze che portanno derivarne.
 
La (incapacità di intendere e di volere viene valutata sia per l'imputabilità a seguito di un reato penale, sia per l'eventuale annullamento dei contratti stipulati da un soggetto.
L'incapacità può essere totale o parziale ed è legata all'imputabilità (Codice Penale) o all'annulamento dei contratti (Codice Civile).
 

L'infermità di mente

Dopo i precedenti concetti si comprende come la valutazione dello stato di inferme di mente sia fondamentale per molte situazioni, sia in ambito penale che civile.
In psichiatria e in Psicologia forense il concetto di infermo di mente fa rifermento a precise facoltà psichiche. 
 
Non tutte le psicopatologie, infatti, hanno impatti sulla capacità di intendere e volere e, anche quando si è in presenza di una condizione clinica che può causare una compromissione, non è detto che il grado sia tale da inficiare parzialmente o totalmente detta capacità.
 
Solo alcune funzioni mentali, qualora compromesse in modo significativo, possono quindi dare esiti tali da essere riconosciuti dalla Legge per l'interdizione, l'inabilitazione, l'annullamento dei contratti o costituire una delle cause di esclusione dell'imputabilità.
Anche nel codice canonico, il "diritto ecclesiastico" dette psicopatologie, una volta certificate, sono riconosciute per l'annullamento del matrimonio canonico.
 
E' importante quindi scegliere uno psicologo o uno psichiatra (non basta un medico generico o specializzato in altri ambiti), esperto di questo ambito, in grado di sottoporre il soggetto a valutazione neuropsicologica anche attraverso l'utilizzo di test specifici.
 
I test consentono, infatti, non solo una diagnosi accurata, ma anche un'evidenza più oggettiva da portare in un tribunale (in particolare, quando ci sono parti che potrebbero contestarla).
 
In passato venivano considerate solo le patologie di origine esclusivamente organica. A partire dal 2005, con la sentenza di Cassazione a Sezioni Unite n.9163, anche i disturbi di personalità sono entrati a far parte delle cause di infermità che scemano o escludono la capacità di intendere e di volere*.
 
E' quindi possibile rivolgersi sia ad uno psichiatra che ad uno psicologo.
 
Rimane valida però la raccomandazione che, in entrambi i casi, si tratti di un esperto forense.
 
 
 
* la sentenza riguardava un caso penale.

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