Psicologia Giuridica

Pur rispettando il criterio di bi-genitorialità e il modello oramai diffuso della "doppia residenza", è possibile evitare ai minori, figli di genitori separati, gli effetti negativi della separazione dovuti all'alternanza forzata dalle case dei  genitori.

La causa in questione si riferisce ad una controversia approdata al Tribunale di Civitavecchia (Decreto n. cronol. 5733/2018 del 09/04/2018).

La madre della minore, dopo anni di separazione e un regime di frequentazione paritetica fra i due genitori, decide di trasferirsi ad una distanza abbastanza impegnativa rispetto all'abitazione del padre (circa due ore e mezza di auto).

Ne nasce un contenzioso fra i genitori che porta ad una consulenza tecnica d'ufficio, per cui la minore -su indicazione del CTU- avrebbe dovuto trasferirsi continuamente, a settimane alterne, dalla casa della madre a quella del padre.

E' chiaro che questa soluzione avrebbe garantito ai due genitori la "bi-genitorialità", ma la minore avrebbe dovuto spostarsi ogni settimana, con conseguenti problemi di stabilità sia dei suoi impegni scolastici che sociali.

Il problema della minore era quindi stato sottovalutato dal CTU, che aveva invece fatto prevalere la condizione di collocamento paritetico fra i genitori, anche se - come si legge nella sentenza del Giudice- la ragazzina sarebbe diventata "come un pacco postale"[1], a causa delle difficoltà che avrebbe dovuto incontrare suo malgrado.

 

Personalmente, ho più volte sottolineato i limiti e i pericoli del modello della "doppia residenza" per i minori (ne ho parlato anche in questo articolo scritto per l'Associazione Italiana Psicologia Clinica e Giuridica AIPCG.

La questione principale da tenere presente in questi casi è che il diritto alla bi-genitorialità è del minore, non dei genitori, e che gli effetti di questo diritto non possono essere per lui lesivi.

Il modello della "doppia residenza" è già una difficoltà notevole per i minori che hanno genitori con case relativamente vicine, dal momento che viene loro a mancare un requisito importante per la crescita psicologica ottimale; la stabilità.

Ancor più, quindi, diviene negativo una prescrizione che costringe il minore a spostarsi continuamente quando le case sono lontane e l'impatto di questa imposizione stravolge la vita del bambino, le sue abitudini, impegni scolastici, sportivi e sociali.

 

Il Collegio del Tribunale di Civitavecchia si è quindi accorto che la minore avrebbe dovuto portarsi dietro continuamente libri, vestiti, bagagli e che, durante le settimane di "spettanza" materna, avrebbe dovuto svegliarsi molto presto per andare alla stessa scuola che frequentava prima del trasloco, distante dalla nuova casa della madre quasi 3 ore.

Anche le attività sportive e di interazione con i coetanei, avrebbero risentito della distanza.

 

E' stata così presa la decisione, sulla base di quanto la minore aveva dichiarato e richiesto durante le operazioni peritali, lasciando che passasse i giorni settimanali durante il periodo scolastico a casa del padre, mentre il week end a casa della madre.

 

Inoltre, per controbilanciare il maggior tempo passato con il padre, il Giudice ha disposto che la minore stesse con la madre per un numero di giorni festivi maggiore rispetto.

E' una decisione che mantiene il principio della bigenitorialità, senza tuttavia gravare sulla vita del minore, ma è anche un ascolto e una comprensione dei reali problemi che questi bambini sono costretti a dover affrontare, pur di garantire questo diritto.

 

Va detto che, come psicologi, resta il rammarico di non aver visto questa decisione proposta dal CTU, anziché dal Giudice. 

L'alternanza forzata è spesso, se non sempre, una condizione di disagio intenso per i minori e i CTU psicologi dovrebbero tenere conto.

 

Servirebbe forse più coraggio perché i consulenti propongano decisioni più incentrate sulle esigenze psicologiche dei minori, evitando di dividere in due e soppesare con un bilancino la vita dei minori così da consegnarla in parti uguali ai genitori.

 

 

[1] frase tratta dalla sentenza della causa del Tribunale di Civitavecchia (Decreto n. cronol. 5733/2018 del 09/04/2018)

 

 

Fonte:

https://www.studiocataldi.it/articoli/30408-separazione-l-irresistibile-avanzata-dell-affidamento-paritetico-dei-figli.asp

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