Psicologia Giuridica

 

Il 1 agosto è stato presentato un disegno di legge (il DDL n.735) chiamato DDL #Pillon, dal nome di Simone PILLON, un parlamentare della Lega.
 
Il disegno di legge, al momento, non risulta ancora discusso, ma qui si può vedere l'iter legislativo dello stesso.

 
Ne parliamo su Nonsolofreud perché presenta diverse novità rispetto all'affidamento dei minori a seguito di separazioni o divorzi, pertanto, qualora dovesse essere tramutato in Legge, avrà impatti notevoli per chi si occupa di questi argomenti.
 
Il DDL è stato scritto con l'intento esplicito di effettuare alcune modifiche sostanziali:
 
  1. rendere la mediazione familiare obbligatoria per le questioni in cui siano coinvolti i figli minorenni, con la costituzione di un albo nazionale dei mediatori, gestito dalle regioni; 
  2. dotare di equilibrio le figure genitoriali e tempi paritari di frequentazione dei minori; 
  3. predisporre il mantenimento in forma diretta senza automatismi; 
  4. contrastare efficacemente l’alienazione genitoriale.
 
In più, viene riconosciuta la figura del Coordinatore Genitoriale e stabiliti dei criteri (minimi) per chi potrà ricoprire questo ruolo e come dovrebbe essere svolto.
 
La questione della mediazione familiare sembra poi essere un tema molto caro a questo governo, dal momento che il DDL è in realtà il secondo disegno di legge su questo argomento; anche il DDL n.118 del 23 marzo 2018, su iniziativa del senatore De Poli, è incentrato su una diversa regolamentazione di questa figura professionale.
 
Nei 24 articoli del disegno di legge troviamo molte novità. Alcune di queste sono:
 
  • la mediazione familiare quale condizione di procedibilità qualora nella controversia siano coinvolti dei minori; 
  • la definizione dei requisiti formativi per diventare mediatore familiare. L'idea è probabilmente quella di uniformare l'iter formativo, escudendo chi non ha una laurea specifica: sono ammesse, infatti, la laurea specialistica in discipline sociali, psicologiche, giuridiche, mediche o pedagogiche, che potranno accedere al perfezionamento e alla qualificazione in mediazione familiare (che consta in un master universiario oppure un corso biennale riconosciuto dalle regioni, con almeno 350 ore). Si gestirà il transitorio per chiunque ha già svolto un master  o un corso biennale con almeno 350 ore, o lo terminerà entro la fine dell'anno, previo esame di ammissione all'albo; 
  • la qualifica di mediatore familiare può essere attribuita anche agli avvocati iscritti all’ordine professionale da almeno cinque anni e che abbiano trattato almeno dieci nuovi procedimenti in diritto di famiglia e dei minori per ogni anno (quindi, 50 casi in 5 anni);
  • la creazione di un albo nazionale dei mediatori familiari, gestito dalle regioni;
  • l'estensione del segreto professionale (ai sensi dell'art. 622 del codice penale) anche a questa figura professionale,
 
Viene poi introdotto e disciplinato il ruolo del Coordinatore Genitoriale. Ne avevamo già parlato, qui su Nonsolofreud, ed ora viene definito in modo più chiaro. Possono assumere questo ruolo:
  1. psichiatra; 
  2. neuropsichiatra; 
  3. psicoterapeuta; 
  4. psicologo; 
  5. assistente sociale; 
  6. avvocato; 
  7. mediatore familiare.
 
I suoi compiti sono:
a) assistere i genitori con alto livello di conflitto nell’attuazione del piano genitoriale; 
b) monitorare l’osservanza del piano genitoriale, risolvendo tempestivamente le controversie; 
c) salvaguardare e preservare una relazione sicura, sana e significativa tra il minore ed entrambi i suoi genitori.
 
Inoltre, qualsiasi modificazione al piano genitoriale, proposta dal coordinatore, deve essere sottoposta al Giudice, tramite i legali delle parti e il suo compenso è in solidale fra le parti, salvo diverso accordo. 
 

Si nota quindi che, mentre per il Mediatore Familiare si cerca di creare una nuova figura professionale, superando la legge 4/13 (se verrà creato un albo professionale, il riconoscimento attraverso la legge 4/13 per le professioni non regolamentate non avrà ragione di esistere), per il Coordinatore Genitoriale si tratta di un ruolo, che solo alcuni professionisti possono ricoprire.

 
Il Coordinatore Genitoriale deve essere scelto dalle parti, su suggerimento del Giudice (o delle stesse parti). Nel caso i genitori rifiutino sia la mediazione che il coordinatore, il Giudice può rivedere i termini dell'affidamento.
 
Altre novità sono:

 

  • il doppio domicilio dei minori, che scuole, asili e ASL dovranno usare per le comunicazioni, in modo che siano recapitate da entrambi i genitori, superando così il problema molto comune delle informazioni sui minori date solo ad un genitore;
  • si ribadisce il diritto di ascolto del minore (di anni 12 o anche più piccolo se ritenuto idoneo) con l'ausilio di un esperto, a meno che l'ascolto stesso non sia inutile e/o dannoso;
  • il piano genitoriale, che deve essere contenuto nel ricorso e nelle memorie.
 
Fra le norme specifiche per contrastare il comportamento di alienazione genitoriale, si stabiliscono modifiche dei provvedimenti di affidamento e, nei casi più gravi, la decadenza della responsabilità genitoriale del responsabile.
 
Per scongiurare tali comportamenti, si stabilisce anche il risarcimento dei danni sia nei confronti del minore che nei confronti dell'altro genitore, a carico del genitore alienante.

E' prevista anche una sanzione amministrativa pecuniaria da 600,00  euro  a  un  massimo  di  6.000,00  euro.

 
Per la bigenitorialità, si stabiliscono "tempi paritetci in ragione della metà del proprio tempo" e comunque non meno di 12 giorni al mese a meno di accordi diversi o di pregiudizio e pericolo per la prole.
 
Si definiscono i casi di pregiudizio per i minori:
 
  1. Violenza
  2. Abuso sessuale
  3. Trascuratezza
  4. Indisponibilità di un genitore
  5. Inadeguatezza evidente degli spazi predisposti per la vita del minore. 
 
Come si può notare, non si fa alcun accenno alle competenze genitoriali.
 
Qualsiasi trasferimento del minore non autorizzato in via preventva da entrambi i genitori o dal giudice "deve essere ritenuto contrario al suo superiore interesse e privo di ogni efficacia giuridica" e potrà dare luogo a ricadute sull'affidamento.
 
Per il mantenimento, poiché i genitori passeranno tempi paritetici con il figlio, l'assegno al genitore collocatario non avrà più senso. I genitori avranno così l'obbligo del mantenimento diretto dei figli.
Un'altra questione affronata è l'assegnazione della casa familiare. Nel DDL si considera l'utilizzo di normative quali il comodato d'uso, diritto di usufrutto e locazioni.
 
Infine, per i figli maggiorenni, se disabili valgono le disposizioni per i minori. Per i maggiorenni, se non ancora autosufficienti i genitori hanno l'obbligo di provvedere a loro in modalità congiunta, fino al compimento dei 25 anni. L'obbligo decade oltre il 25esimo anno se vi è negligenza, rifiuto ingiustificato o inerzia nel lavorare o studiare.
 
Il disegno di legge contiene altre novità.
Per chi volegge leggerlo o controllare l'iter: http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/50388.htm
 
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I temi di questo articolo sono:
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